Associazione Radioamatori Italiani - Sezione di Quartu Sant'Elena


 

Chi sono i Radioamatori (2).

Il Radioamatore è una persona modesta: se non viene interpellato in merito, neppure dice di esserlo, salvo casi particolari.

E' anche molto curioso: non ama le cose "confezionate". La tecnologia moderna, che è talmente avanzata da essere quasi impossibile tenerci il passo, è la sua disperazione. Egli vuole sapere cosa sta usando di tecnologico, come è stato inventato e costruito, come funziona, quali sono i limiti d'impiego, come intervenire in caso di guasto, come impiegare l'oggetto al meglio, e se è possibile, come migliorarlo.

E' assetato di sapere: tutto ciò che impara lo inserisce nella "sua" biblioteca, della quale è gelosissimo tranne che per utilizzarla al fine di "duplicarne i dati" in un'altra persona. Il sottile piacere dell'insegnare non fa sentire il Radio Amatore in cattedra. Per questo è anche un grande autocostruttore, un brillante bricoleur, un ingegnoso "aggiustatutto". Sempre senza superbia.

Ebbene, se solo una di queste caratteristiche viene a mancare, difficilmente ci si può appropriare a pieno titolo della qualifica di Radioamatore. Lo si può anche fare a viva forza e dirlo a tutti, ma ciò non significa esserlo realmente.

Il Radioamatore si occupa prima di tutto di radio. In tutti i suoi aspetti: qualunque cosa sia in qualche modo riconducibile alla Marconiana invenzione lo interessa. Quindi: un televisore, un radiocomando apri cancello, una radiolina, una vecchia radio del nonno, la ricetrasmittente giocattolo dei nipotini, le antenne in tutte le loro varianti, piccole, grandi, alte, basse, lunghe, corte, visibili e invisibili, e, naturalmente, le "sue" radio. Quelle costruite e progettate per farlo comunicare con i suoi simili Radioamatori. Questo e' il suo primo anello di interesse e su questo applica il suo modo di essere che avete letto sopra.

Dato che la tecnologia spazia in talmente tanti campi, egli non ha che l'imbarazzo della scelta per gli anelli successivi dei suoi studi. Di qualsiasi cosa si interessi, lo farà poi anche  attraverso la sua radio, per condividere. Se avete un Radioamatore a portata di mano, sottoponetegli qualsiasi domanda tecnica: avrà sempre una risposta da darvi. Forse non nell'immediato ma... se gli state chiedendo qualcosa che non sa, state pur certi che non vi dirà sciocchezze: semplicemente vi chiederà del tempo per rispondervi.

E quando lo farà, state certi che si sarà acculturato a sufficienza per saperne molto più di quanto sia supponibile.

Il Radioamatore è tale in quanto ciò che fa lo fa per soddisfare la sua sete di sapere, ben sapendo che quella stessa acqua potrebbe dissetare anche molti altri. Non ci si immagina minimamente quante invenzioni, che magari usiamo quotidianamente, siano state concepite da Radioamatori.

Quando un Radioamatore riesce ad "inventare" qualcosa che poi si rivela utile ed efficiente al punto da divenire un oggetto o una soluzione commerciale, giunge all'apice del suo piacere di tecnico. Le sconfitte lo stimolano invece ad insistere. Se non capisce qualcosa, arriva a rileggersi a ritroso tutti i suoi libri (di solito numerosi), tutti i suoi appunti, anche per mesi, finché non chiarisce.

Un Radioamatore, apparentemente, non serve a niente. Molti giudicano i Radioamatori persone non socialmente utili. La loro invalicabile necessità, che fanno valere con ogni mezzo, di installare le loro antenne sui tetti viene quasi sempre giudicata negativamente: si tenta con ogni mezzo di opporsi, pur sapendo che la Legge (in Italia, fortunatamente) sancisce in modo inequivocabile il diritto all'antenna perfino al semplice privato cittadino: figuriamoci ad un Radioamatore, il cui diritto all'attività è sancito da una Concessione Statale che lo autorizza specificamente ad impiantare una stazione radio!

Ebbene, non ci si ricorda mai delle catastrofi naturali (come ad esempio i terremoti), in cui il solo mezzo di comunicazione spesso è quello messo a disposizione da loro? Qualcuno potrebbe obiettare: ma oggi ci sono i cellulari! Certo, peccato che la distanza massima che un cellulare può coprire è di 4 o 5 km, nella migliore delle ipotesi e in condizioni ottimali. Se un paese fosse isolato per terremoto, o si ha la fortuna di avere un paese vicino, a due o tre Km, alle antenne del quale si deve sperare di giungere, o si è ugualmente in panne: le stazioni radio base dei cellulari, infatti, nella maggioranza dei casi, sono "rifornite" di linee telefoniche mediante normalissimi fili, anch'essi esposti al rischio di interruzione. Ed è in queste circostanze che il Radioamatore tira fuori la sua radio ad onde corte, che è in grado di coprire centinaia e centinaia di Km di distanza, e grida aiuto in direzione di qualche centro abitato dove tutto sia ancora in piedi. Oppure utilizza il suo portatile in VHF/UHF (comunque molto più potente e capace di un semplice cellulare), con il quale impegna un Transponder Nazionale e riesce a coprire, attraverso i "rilanci" del Transponder stesso, distanze ben maggiori.

E tutta l'elettronica, che è pane quotidiano per un Radioamatore, beneficia continuamente delle esperienze fatte da loro. Molte volte l'intuizione del Radioamatore è più veloce del calcolo di un Ingegnere. Arriva alla stessa soluzione ma molto prima. Basti pensare che le antenne TV terrestri più diffuse in Italia sono state inizialmente progettate e costruite da Radioamatori.

Perciò, quando vi trovate nel palazzo un Radioamatore, non vi alterate: lasciate che operi tranquillamente. Non sapete quale fortuna vi è capitata, altro che disturbi alla TV...

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